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venerdì 22 febbraio 2013

Trifunzionalità femminile vs trifunzionalità di Dumezil

Provocazione gratuita della settimana: perché se un uomo si identifica con il suo organo sessuale è nella migliore delle ipotesi uno sfigato che pensa con il... mentre una donna che si identifichi con il proprio utero è una donna che riscopre la sorgente del potere femminile? Negli ambienti pagani moderni capita spesso di osservare questa contraddizione in termini, anche comprensibile se si pensa a quanto a lungo il monoteismo ha affermato la supremazia del maschio.
Ma concentrare il potere femminile nell'organo di riproduzione non è esattamente un rovesciamento dello stereotipo che vuole la donna buona solo per la riproduzione, è solo un tentativo di rivalutazione sociale dello stereotipo, che però non viene messo in discussione. Un uomo, dice questa visione della differenza tra i generi, ha altro a cui aspirare per realizzarsi pienamente,

mercoledì 9 novembre 2011

Perché non possiamo non dirci politeisti

Soltanto agli Dèi è permesso di essere "monolitici". Solo gli Dèi possono essere il tutto e l'assoluto di una certa cosa o processo psicofisico-relazionale (vedi il post precedente sulla definizione di che cosa è un dio).
All'essere umano non è concesso, pena quello che nella letteratura antica è descritto come ira del tale dio o della tale dea. Pensiamo alla vicenda di Ippolito: tutto dedito alla dea Artemide in quanto cacciatore, non solo trascura, ma disprezza Afrodite e ne cade vittima. Per dirla con Jung, un dio trascurato si ripropone come sintomo: la letteratura rende esplicito un processo interiore.